Venerdì 4 ottobre la LAP ha ospitato una conferenza organizzata dall’Associazione Culturale Felicita Merati Nova Milanese. Per l’occasione, Nerella Buggio ha intervistato l’insegnante, fotografa e scrittrice Sara Munari. Ed è proprio Nerella Buggio che ha scritto l’articolo che postiamo oggi sul blog. Buona lettura!

Raccontare la strada

Raccontare la strada. Era il tema della serata di conversazione con la fotografa SARA MUNARI*. Raccontare la strada intesa come la propria strada, quella che ci ha portati ad essere ciò che siamo e la strada intesa come genere fotografico, quella che chiamiamo street photografy. Che poi è il titolo dell’ultimo libro di Sara Munari “Street Photography. Attenzione può creare dipendenza”.

Sara ci ha raccontato il suo percorso professionale, ci ha parlato della fotografia e dei modi di approcciare a questo lavoro, la differenza tra una foto postata che si guadagna like perché suscita un’emozione e un portfolio che racconta un progetto, un’idea, una storia raccontata con uno stile.

Abbiamo avuto modo di vedere attraverso la proiezione di alcuni suoi lavori, quella che è stata la sua evoluzione del suo modo di fare fotografia, ma soprattutto di vedere come il “sentire” una fotografia, vederla un attimo prima che accada, sia un talento che va allenato, scattando, guardandosi intorno ed imparando a vedere, ad amare l’istante.

Con i suoi lavori Sara ci ha permesso di toccare molti mondi, di vedere cose mai viste o che abbiamo visto con occhi differenti: “Sonia, una parrucca bellissima” abbiamo fatto un viaggio nella malattia e nella rinascita, un viaggio dove le immagini hanno lasciato ad ognuno non solo un’emozione ma, anche degli interrogativi a cui rispondere. “Di treni, di sassi e di vento” Gli zingari a Tirana, raccontati nella quotidianità nomade, di chi non mette radici e qualche volta getta le fotografie che gli regali perché non è interessato a tenere “memoria” del tempo passato. “Be the bee body be boom (bidibibodibibu)” un lavoro ispirato alle favole del folklore dell’Est Europa, dove ogni immagine è una storia a sé e puoi vederci favole o leggende che ti appartengono. E poi l’Ovest l’altra America, quella colorata, disordinata, che non ha i grattacieli, che è differente dal nostro immaginario.

“Vanishing Shepards” Le praterie della Mongolia dove i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione e la burocrazia stanno minacciando l’esistenza stessa della cultura pastorale. Abbiamo imparato che la strada, la gente va amata per poterla fotografare. Come scrive l’autrice nell’introduzione al suo libro: “Se avete paura della strada e di chi la vive, non potete fare street photography”

di Nerella Buggio 4-10-2019

Biografia di Sara Munari

Nerella Buggio fornisce poi una breve biografia che riportiamo di seguito:

*Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all’Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d’arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale. Non ha più voglia di partecipare a Premi, per ora. Si diverte con la Fotografia che ama e rispetta. Scrive due libri sulla pratica in fotografia. “Il Portfolio fotografico, istruzioni imperfette per l’uso” e “Il fotografo equilibrista, manuale per comunicare con le immagini”. Esce nel 2016 “Be the bee body be boom” lungo lavoro fotografico sull’est Europa. Nel 2017 esce Storytelling a chi? Manuale per fotografi cantastorie. Ultimo libro fresco di stampa “Street photography. Attenzione può creare dipendenza.

di Nerella Buggio 4-10-2019


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Sara Munari in LAP

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