Amina Redaelli:

Ecco il testo scritto dallo storico e giornalista della Lap elaborando i pensieri del direttore e del presidente dell’Accademia in memoria di Amina:

Settimana scorsa si è spenta Amina Redaelli, colonna portante della Libera Accademia di Pittura per oltre quarant’anni. Aveva 92 anni, ma già da qualche tempo, purtroppo, era impossibilitata ad uscire di casa. La sua lontananza fisica dell’Accademia, tuttavia non ha attenuato il suo ricordo che è rimasto vivo tra tutti gli allievi e gli ex allievi della LAP. In particolare tra coloro che con lei hanno iniziato a disegnare, dipingere e apprezzare l’arte fin da bambini.

Per “ritrarla” brevemente nel suo percorso artistico, riportiamo la sua nota biografica dal catalogo storico del Premio Bugatti-Segantini, appena pubblicato. Redaelli ottenne infatti il Premio Segantini nel 1967 e come vincitrice è citata nel volume.

«Amina Redaelli nasce a Seregno in provincia di Monza. Frequenta il Liceo Artistico e in seguito la Libera Accademia di Pittura di Nova Milanese, dove diviene assistente di Vittorio Viviani e docente dei corsi per bambini, incarico che svolge per oltre trent’anni. Si occupa anche delle attività amministrative e del Premio Bice Bugatti. Debutta in pubblico nel 1965 con la partecipazione ai Premi di Cesano Maderno e di Nova Milanese. Le prime personali nel ’66 al Palazzo del Mobile di Seregno e alla Galleria Isola di Cassano d’Adda. Oltre alla pittura pratica anche la scultura in terracotta. Segue un costante percorso espositivo, principalmente in ambito milanese e lombardo: numerose mostre collettive, concorsi nazionali e presenta mostre personali in spazi privati e istituzionali. Tra le sue ultime mostre una personale alla Famiglia Artistica Milanese nel 2004.»

Queste le parole pronunciate dal direttore, il pittore Alessandro Savelli:
«Amina aveva una grande passione per l’Arte che ha espresso sia sul piano della pratica pittorica e della ceramica, come pure dell’insegnamento, dedicandosi in particolare ai più giovani e ai bambini. È stata un pilastro per l’Accademia, e come tale si è rivelata anche per Viviani. Si è prodigata in tutti i modi e, dopo la morte di Vittotio, ha fatto sì che la sua creatura, la LAP, non venisse meno. Amina è stata una persona molto presente, da tutti i punti di vista. Io l’ho conosciuta alla fine degli anni 70 e mi incoraggiò a partecipare ai vari premi. Con lei ho condiviso tanti anni in LAP. Impareggiabile la sua capacità organizzativa»

«Quanto sono rientrato in contatto con l’Accademia c’era ancora Viviani ma era Amina la vera anima dell’associazione – sottolinea il presidente Luigi Rossi – Lei mi ha introdotto pian piano all’interno della LAP e della sua storia. È soprattutto grazie a lei, ad esempio, che dieci anni fa si è potuto fare il grande lavoro di costruzione dell’ultimo catalogo e le due mostre antologiche su Viviani. Lei aveva un patrimonio di conoscenze e contatti enorme, persino in Puglia. Cito quella iniziativa perché è stata importante ed emozionante, ma si potrebbe dire molto altro. Sempre nel 2009 ricordo la gioia sua e dei bambini nel partecipare alla ciclopittura, performance che aprì il 50° Premio Bice Bugatti. Amina si è sempre occupata con forte impegno del corso bambini, non tralasciando però mai la gestione amministrativa della LAP. Lo ha fatto finché ha potuto. Lo ha fatto con passione e devozione”.

S.D.

Per ricordare Amina Redaelli, a metà settembre, sarà a lei dedicata una piccola MOSTRA-OMAGGIO nella sede della LAP, all’interno della cornice del 60° Premio Bugatti – Segantini.


Luigi Cavina:

Il 25 giugno 2019, un mese esatto prima della morte di Amina, è venuto a mancare il pittore Luigi Cavina, molto legato alla LAP. Di seguito riportiamo il testo scritto sempre dallo stesso storico e giornalista elaborando i pensieri del direttore e del presidente dell’Accademia in memoria di questo artista locale:

La morte di Amina Redaelli è seguita a quella del “decano” tra gli allievi dell’Accademia: a fine giugno è spirato, alla soglia dei cento anni, Luigi Cavina. Come Amina Redaelli aveva iniziato a frequentare la Libera Accademia di Vittorio Viviani a metà degli anni 60. Nel 1998 Cavina era stato vincitore del Premio Segantini. Qui sotto la sua nota biografica, sempre tratta dal recentissimo catalogo storico del Premio.

«Luigi Cavina nasce a Modigliana, in provincia di Forlì, nel 1919. Da ragazzo è “a bottega” dallo zio fabbro. Si trasferisce a Nova Milanese nel 1952. Mentre lavora come attrezzista in una fabbrica metalmeccanica, si interessa alla pittura negli anni 60 è allievo di Vittorio Viviani. Partecipa a rassegne e concorsi, ottenendo i primi riconoscimenti. Presto si allontana dalla impostazione figurativa del suo maestro. Esordisce con una personale nel 1969 a Seregno dando inizio a un percorso espositivo in sedi private e istituzioni pubbliche, principalmente in ambito brianzolo e lombardo. Nel 2007 una sua antologica a Nova Milanese e la donazione all’Amministrazione comunale di circa cinquanta opere, attualmente esposte all’interno del Municipio. In occasione di una recente antologica al suo paese natale, dona al Comune di Modigliana una quarantina di sue opere.»

S.D.
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Ricordiamo Amina Redaelli e Luigi Cavina

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