EVENTO RIMANDATO CAUSA ORDINANZA COMUNALE!

Informazioni pratiche:

Inaugurazione: 23 FEBBRAIO 2020, ore 17.

Periodo: dal 23 febbraio al 22 marzo 2020.

Location: VILLA VERTUA MASOLO Nova Milanese, Via Giuseppe Garibaldi, 1, (MB)

Orario di apertura: sabato 15:30-18:30, domenica 10:00-12:00 – 15:30-18:30. Autore: Alessandro Savelli; testi poetici: Corrado Bagnoli; curatore: Martina Corgnati; produzione organizzazione: Fondazione Rossi e LAP, con il Patrocinio del Comune di Nova Milanese.

Le opere:

L’umanità del sacro: Alessandro Savelli e Corrado Bagnoli, dipingere e scrivere la luce.

Questa grande mostra raccoglie le opere realizzate dal pittore Alessandro Savelli a partire dalle prime grandi tele custodite nella Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo in Desio. L’arco temporale va dal 1985 al 2019, giungendo fino agli ultimi lavori in cui il tema del sacro diventa per l’artista milanese un vero e proprio terreno di confronto ricorrente. Tra le tele devono essere ricordate Il cinquantesimo giorno, (emblema della Pentecoste, dipinta nel 2015); La Genesi (2017, oggi nella Chiesa di S. Antonino a Nova Milanese); La Crocifissione (2018); L’Annunciazione (Chiesa di S. Bernardo a Nova Milanese, 2019) e infine la recentissima Deposizione. Questi lavori sono esposti e accompagnati dai relatavi studi, cicli di bozzetti e carte preparatorie: alcuni dei quali sono molto differenti dall’opera finita e, perciò, da leggersi come quadri autonomi, importanti per esplorare l’attitudine dell’artista e le modalità che ha scelto per affrontare questi impegnativi passaggi nella storia cristiana e biblica. Per l’occasione, la Fondazione Rossi, e la LAP pubblicano con Nomos il catalogo dell’evento: oltre a documentare il percorso iconografico, il volume presenta i testi appositamente scritti dal poeta Corrado Bagnoli.

Un commento:

Martina Corgnati, curatrice dell’esposizione, rimarca come siano pochi gli artisti contemporanei che si confrontino con il sacro. Savelli, invece, cerca proprio l’incontro, per dare quasi un’interpretazione letterale alla nozione stessa di sacro, cioè “separato”, diverso, non assimilabile. I dipinti sono sempre di notevoli dimensioni perché concepiti fisicamente nello spazio sacro, pensati per l’altare e lo spazio della chiesa. La manifestazione del significato si articola attraverso luce e colore, a cui si aggiunge lieve una narrazione più chiaramente figurativa. Non mancano talvolta riferimenti precisi e suggestivi, con citazioni apertamente confessate. La mostra è dunque un viaggio trascendentale all’interno del mistero e la ieraticità dell’esistenza sconvolta da ciò che “rende nuove tutte le cose”, l’evento imprevisto e improvviso che rifonda la vita. Un fatto che si annuncia, che si attende dalla notte dei tempie giunge da lontano per divenire contemporaneo e vicino all’uomo.

“Un’energia che attraversa con il suo vortice di luce l’esperienza quotidiana dei protagonisti umili di quell’ora precisa in cui l’eterno e il tempo s’intrecciano e continua ad avvolgere e ad accompagnare l’esistenza di ciascuno di noi. Un mistero e un’energia che i maestosi quadri di Savelli e le poesie di Bagnoli indagano e testimoniano con pudore e insieme con forza, entrambi impegnati nell’ambiziosa sfida di dipingere e scrivere la luce. “

Altre fonti:

https://www.exibart.com/evento-arte/alessandro-savelli-lumanita-del-sacro/

Dal periodico di Nova, articolo di Marta Orsola Sironi.

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L’umanità del sacro
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