Testo: Davide Spinelli. Foto opere: Andrea Cetrone. Altre immagini: Archivio LAP

A ricordare la Resistenza a Nova è stato anche l’ambiente artistico. In questa anomala situazione che impedisce la consueta modalità di celebrare la Festa della Liberazione (e in cui abbiamo forse più tempo per leggere), è giusto ricordare come anche la più longeva manifestazione artistica novese, il Premio Bice Bugatti – Segantini, si è impegnata nei decenni a celebrare la Resistenza e i suoi valori.

Il tema ha fatto capolino più volte nel concorso artistico annuale organizzato dalla Libera Accademia di Pittura insieme al Comune. Così nella collezione d’arte civica, frutto degli annuali premi acquisto, sono presenti delle opere che in questa particolare circostanza vogliamo citare. In due edizioni, quella del 1965 e del 1975, in occasione del ventennale e del trentennale dalla fine della guerra, accanto al Premio di pittura Bice Bugatti, vennero istituiti dei riconoscimenti speciali denominati “Premio anniversario della Resistenza”.

XX anniversario della Resistenza

Fu così che nel ’65 il concorso artistico, alla sua settima edizione, si aprì per la prima volta alla scultura. E fu proprio una scultura ad essere scelta tra le 45 opere ammesse alla mostra. A ricevere il Premio “XX anniversario della Resistenza”, del valore di 200mila lire, per un piccolo bronzo dal titolo Fucilazione, fu Guido Di Fidio, scultore di origine pugliese residente a Milano. È un’opera che richiama alla mente l’esecuzione rappresentata in 3 maggio 1808 di Francisco Goya.

Guido Di Fidio, Fucilazione, bronzo, 26x17x24 cm
Oltre a quello comunale, erano in palio anche acquisti finanziati dalla Provincia: ad aggiudicarseli il lodigiano Ugo Maffi, per l’olio su tela In morte del partigiano bambino, e il biellese Giorgio Cigna, per il polimaterico Viva la libertà. Nel 1965, le premiazioni degli artisti erano inserite in una manifestazione più ampia che celebrava la Resistenza: il sindaco Mario Spreafico consegnò medaglie d’oro alla memoria alla famiglia di Maurizio Macciantelli, caduto partigiano di Nova. Vennero premiati anche i migliori temi sulla Resistenza scritti dagli alunni delle scuole. La cerimonia venne registrata da un cinegiornale (si veda la sezione video nel sito web: http://premiobicebugattisegantini.com/video/ ).
Folla alle scuole di via Roma per la premiazione del 1965.
Al centro gli operatori del cinegiornale per le riprese

XXX anniversario della Resistenza

Un decennio dopo, nel 1975, fu organizzato il Premio “XXX anniversario della Resistenza”. Ammessi al concorso furono 60 artisti. La commissione artistica assegnò il premio di 500 mila lire a Franchina Tresoldi, di Lodi, per l’opera Ora e sempre Resistenza, senza celebrazioni, tecnica mista e collage su compensato. Nomi e foto sui loculi sono una reale citazione di partigiani lodigiani, in alto un personaggio caricaturale tiene un comizio. Come ha scritto Martina Corgnati nel catalogo della collezione si tratta di un’opera particolare:

«La sua totale eccentricità sia rispetto alle correnti artistiche di quel momento sia rispetto al tema sono notevoli e mettono in evidenza come, trent’anni dopo, illustrare la Resistenza sia diventato difficile […] Non a caso, nei decenni successivi, l’anniversario della Liberazione non costituirà più l’occasione per proporre un premio ad hoc ma solo per indirizzare il tema del Premio Bugatti».

Franchina Tresoldi, Ora e sempre Resistenza, senza celebrazioni, tecnica mista e collage su compensato, 110×120 cm

Nel ‘75, oltre a Tresoldi, vennero premiati anche Giuseppe Fargnuoli di Sesto San Giovanni per 22 agosto 1944; Franco Donzelli di Desio per Resistenza, Bandiera, Libertà; Bruno Sibila di Castelletto Ticino per Ora e sempre resistenza; Emilio Cremonesi per Grande momento del partigiano. Queste quattro opere vennero acquisite dalle sezioni novesi dei partiti politici (DC, PCI, PSI, PSDI) che avevano contribuito al montepremi con delle medaglie assegnate ad altri concorrenti.

I vincitori del 1975 con Vittorio Viviani: Giancarlo Curone, Valerio Pulici e Franchina Tresoldi

Nei decenni successivi…

Come già accennato, nei decennali seguenti non venne più organizzato un premio speciale separato: la Resistenza fu il tema del Premio Bice Bugatti nel 1985, mentre nel 1995 fu un argomento solo “consigliato”.

Nell’ ’85 il manifesto della rassegna di pittura novese ha per titolo “Resistenza, Liberazione, Pace”. Per il concorso erano pervenute 53 opere di altrettanti artisti italiani. La commissione artistica ammise alla mostra 23 lavori. Oltre alla qualità pittorica, il giudizio fu basato sull’aderenza al tema. “Dopo approfondito e vivace dibattito”, come riporta il verbale, il 18° Premio Bice Bugatti fu attribuito alla grande tela di Ugo Sambruni dal titolo I giganti dell’immortalità. Si tratta di un’opera di dimensioni ragguardevoli: ben 3 metri di larghezza e 1,4 di altezza.

Ugo Sambruni, I giganti dell’immortalità, tecnica mista su tela, 140×305 cm

Quello del pittore comasco è probabilmente il quadro più noto ai novesi tra tutti quelli compresi nella collezione civica: per oltre trent’anni è stato il fondale dell’attuale sala Gio.I.A. In quella sala, realizzata a fine anni 80, e concepita per le riunioni del Consiglio comunale e le assemblee pubbliche, l’opera di Sambruni ha fatto da sfondo a dibattiti politici, riunioni, attività culturali, spettacoli, mostre e ai discorsi conclusivi delle manifestazioni del 25 aprile. Un anno esatto fa, dopo l’ultima celebrazione del Liberazione, anche questa opera si è riunita al resto della collezione nella Casa Arti e Mestieri.

Tornando al 1985, oltre al primo premio di 4 milioni di lire a Sambruni, considerato il livello delle opere in gara, furono assegnati altri premi acquisto straordinari a Liberio Reggiani per Pace minacciata (altra grande tela presente nella collezione civica), a Togo per La libertà va difesa, a Ugo Martiradonna per Resistenza, Liberazione, Pace. Altri premi acquisto andarono a Elisabetta Sperandio e Umberto Seveso. A premiare gli artisti fu Aldo Aniasi, già comandante partigiano ed ex sindaco di Milano.

Il monumento e il cinquantesimo

Al tema della Pace e al ricordo dei caduti in guerra legato invece il Premio Bice Bugatti del 1987. In quella edizione venne organizzato un concorso collaterale per l’individuazione del progetto per il monumento nell’area di via Giussani, l’attuale piazza Gio.I.A. Venne scelto il bozzetto di Giovanni De Angelis. Il Monumento alla Pace, questo il suo vero nome, venne inaugurato nel novembre 1988, in occasione dei 70 anni dalla fine della Grande Guerra. (Raccontiamo i dettagli in un altro articolo). Nel 1995, per la 23° edizione del Bice Bugatti il sottotitolo del concorso era “Liberazione – Cinquant’anni dopo”. In questa occasione non si trattava di un tema vincolante. Ai 38 pittori e scultori invitati ad esporre al concorso venne assegnato un spazio di 3 metri: era facoltà degli artisti proporre opere a tema o meno.

Inaugurazione del Monumento alla Pace, opera dello scultore Giovanni De Angelis, nel novembre 1988

Quell’anno il premio acquisto del Comune, del valore di 8 milioni, fu assegnato ex aequo a tre lavori di cospicue dimensioni: le opere Tramonto del cuore del desiano Alessandro Savelli e Bettocchio ’93 del milanese Dimitri Plescan, non paiono essere state scelte perché in linea con il tema; mentre l’olio su tela del livornese Gianfranco Biagini, dal titolo : Riemergere da un mare che ti opprime venne evidentemente valutato nell’ottica di una coerenza con il celebrare il cinquantesimo anniversario della Liberazione.

Quelle legate al Premio Bice Bugatti non sono certo state le uniche iniziative artistiche a Nova Milanese che hanno messo in relazione l’Arte e quei temi e valori che vengono celebrati nella giornata del 25 aprile. Nei decenni si sono svolte altre mostre ed eventi. Queste righe sono la rievocazione di una parte di un mosaico culturale più vasto.

Concludendo, ricordiamo che buona parte delle opere che abbiamo citato sono state pulite e catalogate a cura della LAP l’anno scorso: nel 2019 l’intera collezione dei vincitori del Premio Bugatti-Segantini è stata riunita ed esposta all’interno della Casa Arti e Mestieri (ex scuole di via Roma). Un più approfondito racconto sulla lunga storia del Premio novese è contenuto nel catalogo storico, pubblicato un anno fa in occasione del sessantesimo. Chiunque fosse interessato, concluse le misure di “contenimento sanitario”, potrà rivolgersi alla LAP per una visita e/o avere una copia del volume.

Scorcio dell’esposizione della collezione del Premio Bice Bugatti – Segantini nella Casa Arti e Mestieri

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IL PREMIO BICE BUGATTI E LA RESISTENZA

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