Come ormai saprete, il Premio Bugatti – Segantini è stato spostato a settembre a causa del COVID-19 ma non per questo perderà la sua importanza e il suo carattere internazionale! Infatti, anche quest’anno, sarà attribuito il premio alla carriera ad un eminente artista. La scelta è ricaduta su Tomas Rajlich, figura di spicco dell’avanguardia europea del secondo dopoguerra.

Il 61° Premio Bugatti – Segantini è realizzato in collaborazione con la Fondazione Rossi di Nova Milanese e col patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Il Comitato Scientifico di questa edizione del Premio è composto da:

  • Giovanni Iovane, presidente, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera;
  • Maria Cristina Galli, vicedirettrice della Accademia di Belle Arti di Brera;
  • Franco Marrocco, pittore e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera;
  • Alessandro Savelli, direttore artistico della Libera Accademia di Pittura di Nova Milanese

Biografia

http://www.rajlich.cz/mista-DenHaag.html

Nato a Praga nel 1940, Rajlich seguì un’educazione artistica nella sua città, presso la Scuola di Arti Decorative e l’Accademia di Belle Arti. Partendo dalla sua formazione come scultore ben presto optò per un approccio più geometrico dell’arte, esaltando e studiando affondo questo aspetto. Nel 1966 divenne così uno dei co-fondatori del Klub Konkretistů, l’equivalente ceco del Gruppo ZERO in Germania, nella scia delle neoavanguardie internazionali incarnate da Azimut in Italia e da Nul in Olanda. Proprio in Olanda egli decise di trasferirsi nel 1969, in seguito all’invasione sovietica della Cecoslovacchia avendo ormai acquisito fama nel mondo dell’arte internazionale, grazie al suo lavoro al Musée Rodin, all’interno del gruppo spettacolo Scultura tchécoslovaque.

Nei Paesi Bassi venne nominato professore alla Vrije Academie e trovò la sua vocazione a diventare un pittore. Nel 1974 espone mostre personali fondamentali, da Gallerie Art & Project di Amsterdam, da Yvon Lambert a Parigie e da Françoise Lambert a Milano. L’anno dopo è tra i protagonisti, con Brice Marden, Robert Ryman, Gerhard Richter, Raimund Girke, Robert Mangold, Agnes Martin, Jerry Zeniuk, della memorabile mostra “Fundamentele schilderkunst / Fundamental painting” allo Stedelijk Museum di Amsterdam, pietra miliare dell’affermazione internazionale della pittura analitica.
Il suo lavoro è stato apprezzato su scala internazionale e Rajlich è stato invitato a partecipare a mostre innovative come Elementaire Vormen (1975), Frattura du Monochrome aujourd’hui en Europa (1978), Bilder ohne Bilder (1978).

Da allora Rajlich matura il proprio singolarissimo “pensare colore”, che lo ha condotto alle prestigiose mostre retrospettive del 1993 al Palazzo Martinengo di Brescia, all’Haags Gemeentemuseum dell’Aja, 1994, alla Kunsthalle di Karlsruhe nel 1996, alla Galleria Nazionale di Praga nel 2008, ancora al Gemeentemuseum dell’Aja nel 2016, nel 2017 al Museum Kampa di Praga e nel 2018 al Boijmans-Van Beuningen Museum di Rotterdam, grazie alle quali Rajlich è stato riconosciuto di diritto nel novero delle massime figure della neoavanguardia internazionale.

https://ftn-blog.com/tag/tomas-rajlich/

Le tele di Rajlich mostrano una ricerca costante con il “fondamentale” nella pittura, non diversamente dal lavoro contemporaneo dei pittori Minimal americani. I suoi primi lavori sono caratterizzati da una prospettiva industriale e una qualità modulare – il loro marchio è la griglia -, mentre le opere mature di Rajlich mostrano un trattamento più complesso, l’idea chiave che la pittura è un’entità auto-riflettente. I suoi recenti monocromi esplorano la combinazione di impersonale, gestuale e forza creativa della luce; sono variazioni sull’intensità, luminosità e fattura della vernice, il tutto chiaramente rimanendo di fatto un dipinto.

Artantidea.com

Premio Bugatti Segantini

In occasione del conferimento del prestigioso riconoscimento, il 12 settembre 2020, una sintetica mostra personale sarà dedicata all’artista in Villa Brivio, a Nova Milanese, con opere che ne documentano il percorso dal 1972, quando Rajlich mise a punto le sue tipiche griglie geometriche acrome, fino ai giorni d’oggi, con i monocromi colorati degli ultimi anni.

Un suo dipinto prestigioso, Untitled, 2017, 90×90 cm, entrerà stabilmente a far parte della collezione permanente del Premio. Con questa iniziativa, curata da Flaminio Gualdoni, il Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini conferma la propria autorevolezza e, come già accaduto anche in passato, la propria apertura a esperienze artistiche internazionali.

La mostra “Tomas Rajlich. Opere 1972-2018” che impreziosirà lo spazio espositivo di Villa Brivio, sarà inoltre apprezzabile anche in due speciali domeniche dedicate alla cultura del territorio: “Ville Aperte in Brianza”, il 27 settembre, e la Giornata di autunno del FAI, il 18 ottobre.

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Il Premio alla carriera sarà assegnato a….

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