Ogni nipote cerca informazioni sul nonno che non ha conosciuto, domandando ai parenti e frugando in qualche vecchio baule polveroso. C’è qualcosa che spinge a indagare nel passato nel tentativo di trovare una storia, un ricordo, un legame che testimoni le proprie radici e ci faccia sentire meno lontano chi non abbiamo mai potuto incontrare. Perciò non si esita a leggere i carteggi dei propri avi, siano essi i poveri conti di fine mese, le liste della spesa o le lettere accorate di amori lontani. E questo ha fatto anche una nipote illustre, Gioconda Segantini, vagliando documenti e memorie sulle tracce di un uomo morto troppo giovane per essere già nonno: Giovanni Segantini, il celebre pittore.
Il lavoro è stato tanto meticoloso quanto affettuoso e ha portato alla pubblicazione di una biografia inedita ed originale, che dona nuova luminosità all’artista che, della luce, aveva fatto il suo tema centrale. Scritta in tedesco, lingua madre dell’autrice, è stata tradotta in italiano da Edoardo Laudisi e presentata per la prima volta in Italia proprio in LAP.

Presentazione ufficiale

La serata prefissata è stata mercoledì 2 ottobre e ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone. L’evento, collocato all’interno del 60°, è stato introdotto dal presidente della LAP, Luigi Rossi, che ha posto l’accento sull’eccezionalità della famiglia Bugatti-Segantini, dandone chiaro esempio con vicende ed aneddoti. La parole è quindi passata a Gioconda Segantini che si è dimostrata ancora una volta una conferenziera d’eccellenza. Il suo tono caldo e colloquiale, il ritmo vario del discorso, e l’accento simpaticamente teutonico hanno catturato da subito l’attenzione del pubblico che si è lasciato condurre dalle vie della Milano ottocentesca, sulle orme di un ragazzino disperatamente solo, sino ai pascoli alpini, tra le vette dove il giovane, ormai artista affermato, soleva dipingere. Come il nonno faceva con il pennello, così la nipote ha fatto con la voce, dipingendo un nitido ritratto dell’avo. Dopo l’esposizione delle sue ricerche e la ricostruzione biografica, alcuni aspetti sono stati approfonditi grazie alle domande della giornalista Giusy Taglia. L’incontro si è concluso con la vendita dei libri: un vero successo, tutte le copie presenti sono state acquistate e portate all’autrice per essere autografate!

Cronistoria:

Ecco alcuni stralci dell’articolo scritto a proposito: la versione integrale sarà pubblicata come sempre sul giornale della LAP.

Una serata dedicata all’ “arte e all’amore che vincono il tempo”.

L’epitaffio tombale nel cimitero di Maloja è il sottotitolo al nuovissimo libro di Gioconda Segantini, minuziosa e documentatissima biografia sul nonno (…). In quella frase è contenuto un aspetto fondamentale (…), che la nipote non si stanca mai di sottolineare: l’importanza della compagna, Bice Bugatti. «I suoi quadri sono fatti per metà da lui e per metà da lei, perché senza la compagnia e le letture di Bice, Segantini non dipingeva».

(…) Gioconda Segantini è tornata a Nova e nella sede della LAP ha sintetizzato le 333 pagine del suo volume, esito della paziente “cucitura” delle memorie di famiglia e della lettura delle migliaia di documenti e scritti sul nonno. (…) Si è potuto comprendere come le definizioni di “pittore delle Alpi” o “pittore della montagna” risultino inadeguate per il profilo biografico/artistico di Segantini. «La neve non era tra i suoi soggetti preferiti», (…) e come, nonostante le umilissime origini e una giovinezza da analfabeta, riuscì anche a entrare in corrispondenza con la filosofia del tempo (grazie alle letture di Bice). «Dipingeva ciò che voleva, non solo ciò che vedeva».

Nella seconda parte della serata è stata Giusy Taglia, insegnante e giornalista per il settimanale «Il Cittadino», (…) a porre domande all’autrice. Nella chiacchierata è emersa la figura di Gottardo Segantini (…). «Mio papà era sempre considerato “il figlio del grande pittore”. Fu difficile per lui. (…) Si è dedicato alla pittura ma ha cercato di non copiare il padre».

Si è fatto cenno al cruciale ruolo che ebbero i due fratelli Grubicy, mercanti d’arte desiani. «Erano in rapporto con tante gallerie. Anche con quella di Theo Van Gogh, che aveva un fratello che, come si legge in una lettera, faceva strani quadri…»

Pochi giorni fa, Gioconda Segantini ha presenziato l’inaugurazione del percorso Segantiniano a Pusiano. «Molto ben fatto» ha commentato, esprimendo riconoscenza per l’affetto brianzolo per i suoi nonni.

(…) Infine il legame con Maloja. «Per me è il posto più bello del mondo. C’è una grande bellezza. Ma il tempo può essere anche tremendo: nebbia e gelo. Segantini scrisse che fece talmente freddo da congelare tutto ciò che c’era in cantina».

Come ogni presentazione di libri, la serata si è conclusa con la coda per la firma con dedica dell’autrice ai volumi, ancora freschi di stampa.

[D.S.]
Condividi con i tuoi amici
Gioconda Segantini in LAP

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando la navigazione su questo sito, accetti l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" si permette il loro utilizzo.
Per ulteriori informazioni consulta la cookie policy

Chiudi