Nell’ambito della 61° edizione del Premio Bugatti – Segantini, nella sede
della Libera Accademia di Pittura una mostra omaggio ai tre artisti

Continuano gli eventi legati alla 61^ edizione del Premio Internazionale Bugatti Segantini, organizzando una mostra dedicata a tre grandi maestri, a cura di Susanna Zatti e con la promozione dalla Fondazione Rossi, in collaborazione con l’Accademia di Brera e il Bice Bugatti Club.

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La mostra si terrà dal 17 ottobre al 7 novembre, presso la nostra Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani” con l’esposizione di lavori di Giovanni Fumagalli, Vittorio Viviani e Gino Meloni. I tre autori selezionati sono figure storiche di fondamentale importanza per l’arte milanese e lombarda che hanno dato un’impronta fondamentale alla seconda metà del secolo scorso. L’evento sarà accompagnato da contenuti digitali e da una restituzione online.

Ricordiamo che l’inaugurazione sarà sia in presenza sia in streaming (sui social della Fondazione Rossi), il 17 ottobre alle ore 18.30.

Giovanni Fumagalli

Giovanni Fumagalli nasce nel 1902. Inizia a dipingere negli anni Venti come autodidatta e già nel 1935 comincia a frequentare la Galleria Borgonuovo di Milano e gli artisti che vi gravitano attorno. Le prime personali si tengono proprio in questa galleria, nel 1942 e 1943. Due anni dopo ne diviene il direttore, rivestendo questo ruolo fino al 1947, collaborando alla rivista “Realismo”. Figura di grande importanza per lo sviluppo critico della corrente realista, come direttore della Galleria Borgonuovo la fa divenire centro nevralgico in cui si riunirà il primo nucleo di artisti realisti milanesi (Brizzi, Tettamanti, ecc.). Nel 1952 gli vengono assegnati i Premi Vado Ligure, Suzzara e Lissone. Nel 1957, a Milano, fonda la Galleria delle Ore prendendo la decisione di non esporre più le sue opere. Morirà nel 1995

Per quanto riguarda la sua produzione creativa, all’inizio della propria attività artistica, Fumagalli si dedica a un’arte dimessa, dipingendo quadri famigliari e paesaggi lombardi. Dagli anni Quaranta svolge temi di impegno sociale, tipici del realismo – fabbriche, cortei di lavoratori, operai – producendo opere caratterizzate da un impianto architettonico equilibrato, sul quale il colore è steso uniformemente. Nei primi anni Cinquanta inizia a dipingere nudi e paesaggi campestri, in cui forme e colori sono trattati in maniera morbida.

Così ne parla la curatrice della mostra, Susanna Zatti:

Gino Meloni

Gino Meloni nasce a Varese, il 29 aprile 1905, per trasferirsi poi a sei anni, con la famiglia, a Lissone. Tra il 1923 e il 1928 frequenta l’istituto d’arte di Monza, iniziando poi a lavorare in una tipografia. Per una serie di cause, è costretto a seguire solo irregolarmente i corsi di pittura all’Accademia di Brera di Milano. La sua grande passione, però, lo spinge nel 1925 a formare una scuola di pittura che, nel 1934, si costituì come associazione: la Famiglia artistica lissonese. Qui Gino Meloni insegna con dedizione fino agli ultimi anni di vita, lasciando poi il testimone e l’incarico al figlio Ermes.

Così ne parla la curatrice della mostra, Susanna Zatti:

Vittorio Viviani

Vittorio Viviani è nato a Milano 29 Settembre 1909 e si è spento a Nova Milanese il 21 Giugno 1998. Considerato n’artista tra i più autentici e interessanti della pittura lombarda del novecento, è stato il fondatore della Libera Accademia di Pittura. Così lo descrive Susanna Zatti.

Capelli lunghi e barba piena davano al suo viso importanza, autorità e fascino, il toscano sempre acceso fra le dita, il vestito di velluto spesso a coste larghe, il maglione la sciarpa e le bretelle perennemente di colore rosso;

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Fumagalli, Meloni e Viviani

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